Azam fugge dalla sua famiglia integralista per combattere i mullah. C'era stata prima la dittatura dello scià, poi quella di Khomeini e dei mullah.
Da 4 decenni, l’Iran soffre. La teocrazia totalitaria h [...]
Aprile 2010
Il mio nome è Bahar (il significato di Bahar è primavera in persiano). E 'primavera e ti scrivo di fiori, ma con petali di fiori sparsi. Vi scrivo dei germog [...]
Dopo 14 anni di isolamento ed esilio è spirato. Ha detto mentre si trovava in esilio: Che io sia vivo o morto, spero che questo fuoco non si spenga mai e che gli uomini che vigilano per la salvezza del paese [...]
Presentazione del libro "Integralismo islamico e questione femminile". Riprendere il cammino della libertà femminile dopo mille e una notte La resistenza delle donne contro l’integralismo islamico in Iran
27 ottobre 2006
CNRI - nel corso di una riunione con personalità ed associazioni di donne belghe il 26 ottobre a Bruxelles, Maryam Radjavi, presidente della repubblica eletta della resistenza iraniana, ha chiama [...]
19 Giu - Una dichiarazione firmata da 5,2 milioni d’iracheni chiede l'espulsione del regime iraniano dall’Iraq e Il riconoscimento dello statuto dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano che fa contrappeso agli in [...]
CNRI, Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana rivolgendo al gruppo liberale dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europea a Strasburgo ha insistito sul pericolo d [...]
Confermata sentenza di morte, per il prigioniero politico Jafar Kazemi
29 lug 2010
Confermata sentenza di morte, per il prigioniero politico Jafar Kazemi, arrestato negli ultimi anni della rivolta in Iran!
HRANA - una corte d'appello ha confermato la condanna a morte di Jafar Kazemi. La condanna è stata confermata dalla 36° Sezione della Corte d'Appello, presieduta da Hojjatoleslam Zargari.
La sua avvocato Signora Ghanavi ha dichiarato ad un sito web dei diritti umani che il suo cliente ha trascorso lunghi periodi in isolamento.
Jafar Kazemi, un litografo di libri e opuscoli per l’Università Amir Kabir è stato arrestato il 18 settembre 2009 nella Piazza “Haft e Tir” e trasferito al reparto isolamento nella sezione 209 per 74 giorni prima di essere trasferito al reparto 350 della prigione di Evin. In precedenza era stato imprigionato tra il 1981 e il 1989.
La moglie di Jafar Kazemi Rudabeh Akbari ha scritto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, chiedendo che prenda delle misure per fermare l'esecuzione del marito. Egli è stato originariamente condannato dalla 28° sezione del tribunale rivoluzionario.
La Signora Ghanavi ha dichiarato che il suo cliente è stato condannato con l’accusa di essere "mohareb" ovvero uno che " in guerra contro Dio" per la sua presunta appartenenza all’Organizzazione Mujahedin-e Khalq. Mr Kazemi non ha accettato quest’accusa durante il suo interrogatorio.
Secondo l'avvocato di Mr. Kazemi, studiosi sciiti affermano che l'accusa di "mohareb" viene mossa contro coloro che sono insorti in rivolta armata contro il governo. Signora Ghanavi spiega che questo non è il caso del suo cliente. Si crede che egli abbia partecipato a raduni post-elettorali e scandito slogan, ma il suo avvocato dice che l'accusa di "mohareb" non è vera.
Nasim Ghanavi ha dichiarato che il loro appello non è mai stato veramente in considerazione e che l'accusa di "moharab" non è mai stata esaminata da parte del giudice. Il suo fascicolo è stato ora inviato per attuare la realizzazione della condanna e non vi è alcun ricorso legale per salvare la vita di Jafar Kazemi.