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| Appello per salvare la vita di due prigionieri politici in sciopero della fame |
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| 29 lug 2010 |
CNRI - La Resistenza Iraniana chiede sforzi per salvare la vita di due prigionieri politici che sono in sciopero della fame nella prigione Gohardasht a Karaj, ad ovest di Teheran.
Il signor Reza Joshan, un prigioniero politico nel Braccio 6 del carcere Gohardasht che è in sciopero della fame dal 21 Luglio per protestare contro la situazione intollerabile e le pressioni in carcere, è stato portato nella clinica del carcere Gohardasht e poi in un'altro ospedale fuori dalla prigione il 26 Luglio per il peggioramento delle condizioni di salute.
Reza Joshan, 25 anni, è stato arrestato il 1 Dicembre 2009 perché suo fratello si trova nel Campo Ashraf, Iraq, ed è stato torturato duramente. E' stato sottoposto ad enormi pressioni e persecuzioni da parte dei seguaci del regime per accettare di scrivere un appello di amnistia alla Guida Suprema. Esso include il suo trasferimento al Braccio 6 del carcere Gohardasht dove sono rinchiusi trasgressori pericolosi e prigionieri per reati ordinari. In questo periodo gli è stato vietato di ricevere le visite dei familiari. La signora Zahra Assadpour (Joshan), madre di Reza, che è stata arrestata una settimana dopo il figlio per la seconda volta, ora si trova nel braccio femminile del carcere Gohardasht. In precedenza è stata imprigionata per 16 mesi per aver fatto visita al figlio ad Ashraf. Il padre e la sorella sono stati arrestati prima di ciò per lo stesso reato.
Intanto le condizioni di salute di Khalid Hardani, un prigioniero politico del Braccio 4 del carcere Giohardasht, anch'egli in sciopero della fame da giovedì 22 Luglio per protestare contro gli attacchi e le pressioni esercitate dai seguaci e guardie del regime, si stanno aggravando.
Il signor Arjang Davoudi, un prigioniero politico del braccio 3 del carcere Gohardasht è detenuto insieme a pericolosi compagni di cella. Le sue condizioni di salute stanno peggiorando dopo due settimane di sciopero della fame. E' stato sottoposto a torture e a vari tipi di pressione dal novembre del 2003 nelle carceri di Evin, Bandar Abbas e Gohardasht.
La Resistenza Iraniana avverte sulle vite dei prigionieri politici in sciopero della fame e chiama a raccolta tutte le autorità internazionali e organizzazioni per i diritti umani, in particolare l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e relatori speciali sugli arresti arbitrari e torture all'ONU, per adottare misure urgenti atte a indagare sulla situazione dei prigionieri politici in sciopero della fame.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
28 Luglio 2010
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