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Nuovi agenti del Ministero d’Intelligence inviati a Campo di Ashraf Print E-mail
06 lug 2010
CNRI - Secondo i rapporti ricevuti dal regime iraniano, domenica 4 luglio, in contemporanea con il ritiro delle forze statunitensi da Campo di Ashraf, un nuovo gruppo di agenti del Ministero d’Intelligence e della Sicurezza (MOIS), è entrato in Iraq con la scusa di essere parenti di residenti di Ashraf, al fine di sostituire altri agenti del MOIS attualmente piazzati fuori dai cancelli di Ashraf per intensificare la tortura psicologica nei confronti dei residenti di Ashraf.

I 13 agenti che sono entrati in Iraq attraversando il confine Khosravi sono stati accompagnati da un comandante del MOIS di nome Yaqoubi da Teheran. Il loro viaggio è stato precedentemente coordinato dalla ambasciata del regime a Baghdad, dal governo iracheno e dalla Commissione Ministeriale del Premier iracheno responsabile alla repressione dei residenti di Ashraf.

Come precedentemente concordato e in modo da non essere identificati, gli agenti hanno attraversato il confine in gruppo e guardie di frontiera irachene hanno stampato un unico documento per garantire loro l’autorizzazione d’ingresso in gruppo piuttosto che timbrare singolarmente il passaporto di ciascun agente. A Baghdad, hanno ricevuto le istruzioni conclusive da parte di funzionari dell'ambasciata del regime e da lì saranno trasferiti alle porte di Ashraf.

Dall’8 febbraio 2010 e con la piena assistenza del governo iracheno e delle sue forze, il MOIS e la terrorista Qods Force del regime hanno piazzato un gruppo di loro agenti alle porte del campo con il pretesto di essere parenti dei residenti di Ashraf. Gli agenti, usando 30 potenti megafoni, minacciano quotidianamente dal mattino alla sera gli abitanti di assassinio, tortura e di un bagno di sangue. Queste azioni costituiscono indubbiamente una forma di tortura psicologica e sono crimini contro l'umanità.

La resistenza iraniana esorta il rappresentante speciale del Segretario Generale dell'Onu in Iraq, l’UNAMI, all'ambasciata Usa e le forze americane in Iraq, dato che tutti hanno responsabilità della protezione dei residenti di Ashraf, a prendere misure urgenti per porre fine a questa spregevole campagna di tortura psicologica dei residenti disarmati e indifesi di Ashraf.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
5 luglio 2010

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