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Impedito a malati terminali il trasferimento da Campo Ashraf a Baghdad Print E-mail
01 lug 2010
CNRI - Nonostante un accordo preliminare per tre residenti di Ashraf con malattie terminali, tra cui una donna, perché vengano trasferiti a Baghdad per un trattamento specializzato, la Commissione del Primo Ministro iracheno per reprimere Ashraf, in un atto disumano mercoledì 30 giugno, ha impedito ad interpreti e assistenti dei pazienti di viaggiare con loro. Il rappresentante del Diyala Health Office ad Ashraf ha detto che la Commissione aveva ordinato un divieto a traduttori e assistenti di accompagnare i pazienti.

I tentativi da parte dei residenti di Ashraf per ottenere l’eliminazione di tale crudele misura restrittiva sono stati inutili, ed i pazienti, due dei quali hanno il cancro e non sono in grado di parlare arabo o inglese e richiedono assistenza, sono stati costretti ad annullare il loro viaggio verso l'ospedale di Baghdad.

In precedenza, quando i pazienti in situazione critica erano in grado di essere trasferiti in un ospedale di Baghdad o di Baquba, traduttori, infermiere o loro parenti potevano accompagnarli.

Imporre crudeli restrizioni mediche è parte del disumano assedio imposto su Ashraf a partire all'inizio del 2009 a seguito del trasferimento della (sua) protezione alle forze irachene. Si tratta di una palese violazione di numerose leggi e convenzioni internazionali e costituisce un crimine contro l'umanità.

Il regime dei mullah ed i suoi agenti iracheni stanno cercando invano di esercitare pressioni sui residenti di Ashraf e spezzarne il morale, impedendo l'ingresso di medici specializzati, di medicine e materiale medico ad Ashraf e dei malati terminali negli ospedali di Baghdad.

A causa delle restrizioni imposte negli ultimi 18 mesi, molti dei pazienti, che avrebbero potuto essere pienamente curati nella fase iniziale della loro malattia se ne fosse stato consentito un adeguato trattamento, sono oggi di fronte ad ulteriori complicazioni e in alcuni casi non possono più essere guariti.

La Resistenza Iraniana chiede al Segretario Generale delle Nazioni Unite, al Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Iraq e all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani così come ai funzionari, ai comandanti USA ed a tutte le organizzazioni per i diritti umani di prestare attenzione alla repressione continua, alle pressioni imposte ai residenti di Ashraf e chiede ulteriori misure urgenti per porre fine a questo crudele assedio.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1 Luglio 2010

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