"La Repubblica è un giocattolo della democrazia, che è fonte della corruzione" (Khomeini)
SocietaNuova.it
di Loredana Biffo
A un anno dalle elezioni dalle elezioni "farsa" in Iran, un paese dove da oltre trent'anni il regime clericale e dittatoriale dei Mullah opprime il popolo iraniano, dove Neda Agha-Soltan (e come lei numerosi manifestanti) ha perso la vita a 26 anni, e molti altri sono stati arrestati e uccisi.
Ieri il regime degli ayatollah, ha vergognosamente approfittato della situazione conflittuale che si è creata con l' Occidente, e addirittura con la Cina (alleato di sempre con l'Iran), per via della questione nucleare, al fine di vietare la manifestazione del 12 giugno in ricorrenza delle contestatissime elezioni dello scorso anno, in cui nonostante il risultato a lui sfavorevole, Ahmadinejad ha riconfermato la sua presidenza. Al divieto di manifestare, è naturalmente implicito il consueto bagno di sangue, violenza e repressione che il regime dei Mullah sistematicamente mette in atto nei confronti della popolazione, bagno di sangue annunciato, perchè il movimento per la resistenza iraniana non rinuncerà a manifestare.
Attraverso una meticolosa opera di "disinformazione", il regime iraniano, ha incolpato il PMOI (Mojahedin del popolo) e alcune forze straniere per l'omicidio di Neda.
Amnesty Internetional in una dichiarazione del 4 settembre 2009 ha detto: "Attualmente trattenuto nel Carcere di Evin a Theran, Caspian Makan (il fidanzato di Neda) ha raccontato alla sua famiglia che se firmerà una "confessione" dicendo che il PMOI ha ucciso Neda, potrà essere rilasciato". Makan è poi scomparso all'estero". Questo fa parte di un monitoraggio continuo che il regime mette in atto per impedire che vi sia informazione sui fatti e misfatti reali, cercando di sabotare qualsiasi tentativo di fuoriuscita di informazioni attraverso la stampa o la rete, condannando a morte tutti gli oppositori, anche e soprattutto quelli che si trovano all'estero e che sostengono la resistenza del popolo.
Attribuzione della morte di Neda a qualcuno che proviene dall'Inghilterra
Quotidiano Kayhan, 31 Dicembre 2009
Il Ministro degli Interni iraniano, Mostafa Mohammad Najjar, parlando durante una conferenza ha citato il supporto di alcuni governi occidentali alle azioni illegali, mettendo in scena azioni e propaganda per preparare lo scenario all'uccisione dei dimostranti. Riguardo al piano per l'uccisione di Neda Agha-Soltan a seguito delle elezioni del 12 Giugno, Najjar ha detto, "la persona che la accompagnava era arrivata dall'Inghilterra pochi giorni prima (della morte di Neda)."
Attribuendo del PMOI a paesi stranieri
Agenzia ISNA, 4 Gennaio 2010
I collegamenti tra alcuni elementi delle recenti sedizioni e l'Inghilterra sono stati sottolineati nella conferenza della fazione della Rivoluzione islamica con il Ministro dell'intelligence...Hojat al Islam Hassan Nowrouzi, il parlamentare di Robat-Karim, ha detto che quanto accaduto il giorno di Ashura non è stato un incidente che ha avuto luogo per errore come risultato di azioni di alcuni giovani ribelli. E' stato uno sforzo coordinato e orchestrato dal PMOI e Wahabi (riferimento all'Arabia Saudita). Si è voluto sottolineare come ci fossero dei collegamenti tra questi elementi e paesi esteri, in particolare l'Inghilterra.
I Mullah hanno cercato e cercano costantemente tutt'oggi di attribuire la colpa degli atti brutali della soppressione agli "stranieri" nonostante l'evidenza che fosse stata colpa del regime e dei suoi agenti. Nonostante il fatto che negli ultimi due anni il governo del Regno Unito e l'Unione Europea hanno rimosso il PMOI dalla lista del terrorismo seguendo le sentenze di varie corti, il regime continua ad utilizzare il termine terrorismo riferendosi al PMOI per legittimare le esecuzioni dei suoi sostenitori e altri crimini contro la popolazione che chiede solamente democrazia e rispetto dei diritti umani.
In seguito alla violenza incontenibile del regime il movimento della resistenza iraniana, si è indebolito ma non è sparito, nella grande manifestazione dopo le elezioni del Giugno 2009, tutto è cambiato, nulla sarà più come prima, la determinazione del popolo iraniano è dovuta alla consapevolezza di non poter "vivere", agire, pensare, ascoltare musica, esprimere opinioni, di essere lapidati per adulterio (anche solo sospettato). Per questo in Iran si erigeranno statue di Neda, anche se le autorità di Teheran hanno vietato la produzione di statuette raffiguranti le vittime della repressione. Per chi vuole documentarsi, visitare in rete l'ultimo rapporto di Amnesty International sull'Iran, un catalogo di arresti, torture e numerose esecuzioni. Gli Stati uniti e la Gran Bretagna, e altre potenze occidentali, in questi giorni hanno fatto approvare dal Consiglio di sicurezza dell'Onu un nuovo pacchetto di sanzioni che aumenteranno la pressione sul regime, ma questo non è sufficiente, perche le sanzioni riguardano solo il nucleare e non i diritti umani.
E' altresì indispensabile riflettere molto attentamente su ogni iniziativa che noi occidentali assumiamo sul nucleare, accertarsi che non vada a scapito del movimento interno che lotta per il cambiamento. Fondamentale poi, mantenere aperte le vie di comunicazione e informazione, in modo che gli iraniani all'interno e all'esterno del paese possano raccontare cosa sta avvenendo, aggirare tecnologicamente la censura in modo che abbiano accesso online e al giornalismo dei cittadini. I nostri leader per garantire la sicurezza nostra e di tutti, devono sostenere il diritto del popolo iraniano alla democrazia, condizione fondamentale per la sicurezza.
Il 26 Giugno prossimo ci sarà il consueto incontro internazionale a Parigi alle ore 15 in Stade Jean Bouin Taverny 95, organizzato da Le Comitè d'Amite Franco-Iranien, e-mail: comiteamitie_fi@yahoo.fr Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Blog: inranliberte.blogspot.com Tel. 06 45 54 67 99, cell cell. 34 94 60 59 94.
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