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Maryam Rajavi accoglie con favore la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Print E-mail
09 giu 2010
Il cambiamento democratico è l'ultima soluzione per far si che i fondamentalisti e i terroristi non ottengano le armi nucleari

CNRI-La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha dato il benvenuto alla settima risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardante il programma nucleare del regime Iraniano e l'adozione del quarto giro di sanzioni.

Ha detto che l'adozione della risoluzione delle sanzioni, dopo due anni di inutile dialogo, ha fatto vedere molto chiaramente che i negoziati servono al regime per guadagnare tempo e l'opportunità di completare il suo programma nucleare.

Nei due anni trascorsi, una moltitudine di incentivi, inclusi colloqui senza precondizioni o il rifornnimento del 20 % di uranio arricchito o anche ignorando il continuo arricchimento del regime, sono totalmente falliti. In questi ultimi mesi, il regime Iraniano ha fatto il possibile per prevenire l'adozione della risoluzione e non ha risparmiato alcuna minaccia o lusinga ai suoi interlocutori stranieri. L'ultimo passo in questo sforzo è stato l'inutile e ingannevole trovata con la Turchia e il Brasile.

La signora Maryam Rajavi ha aggiunto che la Risoluzione S/Res/1929(2010) è una risposta necessaria ma insufficiente nei confronti del regime, che in palese violazione di tutti gli standard internazionali e alleanze e alla ricerca della bomba atomica ha minacciato la pace e la sicurezza regionale e globale. Come la Resistenza Iraniana ha ripetutamente sottolineato, ha fatto notare, i mullah vedono ogni negoziato e concessione come il segno della debolezza della comunità internazionale e si sentono incoraggiati a proseguire il loro nefasto programma nucleare.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha sottolineato che i mullah considerano le armi nucleari e la dominazione dell'Iraq come due pilastri indispensabili al prolungamento del loro illegittimo governo e che pertanto non abbandonerrano questi piani, specialmente con l'aumentare del disprezzo da parte della gente nei confronti del regime clericale e l'intensificazione delle fratture interne.

Il cambiamento democratico in Iran è la soluzione principale per liberare il mondo dall'incubo di fondamentalisti e terroristi armati con bombe nucleari, ha aggiunto.

La signora Rajavi ha sottolineato che la risolutezza è l'unico corretto approccio verso il regime, aggiungendo che questa politica dovrebbe includere da una parte un completo embargo sul petrolio, armi, tecnologie e sulla diplomazia e dall'altra il riconoscimento del diritto del popolo iraniano a resistere contro la dittatura religiosa e l'abolizione delle restrizioni poste sulla Resitenza Iraniana.

La risoluzione, in aggiunta alle sanzioni adottate negli ultimi tre documenti, vieta l'esportazione di armi pesanti, inclusi aerei militari, carri armati, artiglieria, missili, ecc all'Iran. Essa inoltre vieta al regime di lavorare sui missili balistici e aggiunge una nuova lista di ufficiali e comandanti delle Guardie della Rivoluzione come anche compagnie ed enti affiliati col regime alle liste nere delle Nazioni Unite già esistenti.

La risoluzione chiede a tutti i paesi per cercare tutte le spedizioni,verso e da, l'Iran sul proprio territorio, compresi i loro porti e loro aeroporti e chiede la loro cooperazione in tali ricerche.

La risoluzione sottolinea che le sanzioni saranno tolte solo quando il regime Iraniano avrà completamente sospeso l'arricchimento dell'uranio e le attività collegate. Se queste attività non saranno interrotte entro 90 giorni, il Consiglio considererà ulteriori provvedimenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
9 giugno 2010

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