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| Misure repressive per prevenire la rivolta dell’11 febbraio |
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| 04 feb 2010 |
NCRI – Facendo una valutazione dell’impiego di forze repressive durante la rivolta nel giorno sacro dell’Ashura (27 decembre) e le preoccupazioni per l’incapacità della forza paramilitare dei Bassij di trattare con i manifestanti, particolarmente i coraggiosi giovani, il regime iraniano ha adottato nuove misure repressive per prevenire che si ripetesse il suo precedente fallimento.
Qualche informazione sul cambio strutturale nella forza dei Bassij era stata svelata nella nostra dichiarazione dell’1 febbraio.
Seguono ulteriori informazioni:
1 – Nelle aree sotto il controllo dei Bassij sono organizzate sessioni di controllo dell’addestramento per insegnare alle forze come tenere a bada la crisi. In queste sessioni essi sono addestrati a domare i manifestanti;
2 – Dlla luce dell’attivo e vasto ruolo delle donne nella rivolta parte delle sessioni di addestramento sono assegnate alla forza femminile dei Bassij. Una speciale unità verrà dispiegata in ogni stazione di polizia;
3 – Dal 21 gennaio, esperti politici dei Corpi delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) hanno tenuto sessioni di briefing su materie politiche e di sicurezza in varie parti sotto il controllo dei Bassij. Le sessioni sono intitolate “Manovre per identificare sedizione e nemici”;
4 – l’IRGC, la forza dei Bassij e la Forza di Sicurezza di Stato sono stati in stato di allerta dall’1 febbraio;
5 – Le forze Bassij sono state fornite di gas al pepe e lacrimogeni per combattere i manifestanti;
6 – L’11 febbraio, unità di motociclisti dell’IRGC e di Bassij prenderanno il pieno controllo delle principali vie di Teheran per prevenire dimostrazioni e salvare le forze repressive dall’essere punite dai manifestanti;
7 – In seguito al povero adempimento degli agenti dell’SSF, un vasto numero di forze IRGC saranno dispiegate in uniforme SSF;
8 – In ogni città un quartiere generale è stato eretto con il nome di "Dahe Fajr." Uno dei principali compiti di questi quartieri generali è controllare la sicurezza nelle città mettendosi a fare check point, fermare e fare perlustrazione;
9 – L’SSF hanno anche istruito il personale in tutte le province dall’inizio del mese del calendario iraniano, Bahman (lo scorso gennaio), preparandoli a confrontarsi e a reprimere qualunque protesta. Ahmadi Moqaddam, il Comandante dell’ SSF ha minacciato: “Oggi il tumulto è fermo e la maschera della cospirazione è stata rimossa, perciò non c’è più alcuna giustificazione per il compromesso. E’importante salvare il regime e non c’è spazio per la tolleranza”.
10 – Circa il 20% del personale SSF che hanno abbandonato la forza a Teheran o altre città a causa di malcontento o sono stati filtrati. Il regime non è stato in grado di riempire i loro posti ancora.
I viaggi fatti dagli ufficiali SSF in differenti province sono stati per far fronte a questo problema.
11 – Dal 25 al 28 gennaio gli agenti SSF hanno simulato tre esercitazioni sotto il pretesto della sicurezza e della pace nelle province di Qom, Ardebil (città di Khalkhal) e Koh-Kilouye. Gli obiettivi di tutte le esercitazioni erano per acquistare prontezza nel combattimento e preparare per le situazioni di crisi. Le esercitazioni includevano istruzioni su come affrontare sommosse, raduni, miglioramento della protezione di importanti edifici, salvare ostaggi, e dispiegamento di forze nelle piazze della città.
Con queste misure, la dittatura dei mullah nel suo vacillante stato, bada inutilmente a prevenire l’inevitabile caduta. Tali azioni oppressive aggiungeranno solo rabbia popolare e odio del vigente fascismo religioso. Durante la rivolta dell’Ashura il popolo ha mostrato di essere determinato a far crollare il regime e niente può fermarlo.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
3 febbraio, 2010
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