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Iran: trattiamo i gruppuscoli di mohareb senza pietà – il Capo della Magistratura dei mullah Print E-mail
03 feb 2010
NCRI – In risposta alla diffusa indignazione nazionale e internazionale espresso contro la brutale impiccagione di due prigionieri politici, Sadeq Larijani, capo della Magistratura del regime clericale ha definito il terribile crimine in conformità con “la legge, l’equità e la giustizia” e ha detto “La Magistratura agirà in modo deciso nel trattare i gruppuscoli di mohareb (che muovono guerra contro Dio) e senza pietà”.

I suoi commenti arrivano pochi giorni dopo l’impiccagione di due prigionieri politici la scorsa settimana che erano detenuti molto prima delle elezioni di giugno e uno di loro, Arash Rahmanipour, aveva solo 19 anni nel periodo della detenzione. Secondo il suo avvocato – al quale non era stato permesso di entrare in aula durante il processo – molte accuse attribuitegli risalgono a quando aveva 18 anni. Sua sorella incinta è stata arrestata insieme a lui. A causa delle pressioni subite in prigione, ha avuto un aborto dopo il suo rilascio.

Il regime clericale ha finora condannato a morte 11 persone accusate di essere mohareb e una quantità di altri prigionieri sono stati giudicati con la stessa accusa. I cosiddetti procuratori del regime hanno letto alta voce le loro accuse: “Moharebeh (muovere guerra contro Dio) attraverso il sostegno al PMOI e legami con esso; organizzare raduni e collusione con l’intenzione di commettere reati contro la sicurezza del Paese … attività di propaganda contro l’establishment dello stato e in favore dei nemici, monafeqin (termine dispregiativo usato dal regime per il PMOI), terroristi e … “.

Il 18 gennaio, Salalvati, il procuratore dei mullah ha detto: “Dato che il nucleo del PMOI non è stato sradicato, l’Articolo 186 del Codice penale della Repubblica Islamica sarà ancora applicato al PMOI”.

Secondo quest’articolo, “Finchè il nucleo di quell’organizzazione rimane attivo, tutti i suoi membri e sostenitori … sono mohareb (nemici di Dio), anche se non fanno parte di bracco armato”.

La Resistenza Iraniana esorta tutte le associazioni e unioni di avvocati internazionali, i giuristi e giudici in tutto il mondo a condannare il regime dei mullah, la sua legge medievale e la Magistratura che non è nient’altro che un apparato di repressione, tortura ed esecuzione. Esso chiede anche al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza di adottare urgenti e vincolanti decisioni per fermare il corso criminale in Iran.

Il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
2 febbraio, 2010

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