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Continue proteste delle famiglie costringono il regime a rilasciare un piccolo numero di prigionieri Print E-mail
02 feb 2010
Prigionieri rilasciati: il movimento delle famiglie continuerà con il sostegno della popolazione fino al rilascio di tutti i prigionieri

NCRI – All’avvicinarsi dell’anniversario dell’11 febbraio, il regime clericale di fronte alla pubblica rabbia e disgusto è stato costretto lo scorso fine settimana a rilasciare un piccolo numero dei detenuti durante la rivolta dopo le continue e diffuse proteste da parte delle famiglie dei prigionieri politici. La decisione arriva mentre i mullah hanno condannato a morte un numero di detenuti accusati di moharebeh (inimicizia verso Dio) e molti altri stanno affrontando processi con la stessa accusa.

I prigionieri rilasciati hanno sottolineato che il coraggioso movimento delle famiglie che gode il sostiene della popolazione continuerà finchè tutti i prigionieri saranno rilasciati.

Durante gli scorsi sette mesi, le famiglie dei martiri, prigionieri politici e manifestanti detenuti si sono fermati a protestare fuori dalla Corte Rivoluzionaria, dall’Ufficio della Magistratura e dalla prigione di Evin nei giorni di calda estate e in dure condizioni di freddo. Inoltre, anche ogni sabato si sono raccolti nella piazza di “Abnama” del Parco Laleh di Teheran per chiedere l’incondizionato rilascio di tutti i prigionieri politici.

La Resistenza Iraniana chiede la comunità internazionale particolarmente il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a condannare la repressione, l’arresto, la tortura e l’esecuzione dei manifestanti in Iran.

Inoltre esorta il Consiglio di Sicurezza delle NU di adottare severe misure contro il regime clericale. I rapporti politici ed economici con il regime medievale devono essere rigidi fino alla fine degli arresti arbitrari, le torture, le esecuzioni e violazioni dei diritti umani.

Il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1 febbraio, 2010

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