Di BRIAN MURPHY
The Associated Press
Lunedì, 18 gennaio, 2010
DUBAI, Emirati Arabi Uniti – Lunedì i gruppi di opposizione iraniana hanno inondato il web con appelli per una massiccia manifestazione di forza durante l’anniversario della Rivoluzione Islamica del prossimo mese per attaccare le autorità che hanno minacciato una risposta punitiva per qualsiasi tentativo di guastare il giorno più santo del calendario politico iraniano.
L’assalto di messaggi e video nei siti di opposizione e nei social network forum hanno dato rilievo alla continua abilità delle forze anti-governative di sfruttare Internet nonostante i tentativi da parte dei responsabili governativi iraniani di danneggiare il loro mezzo di comunicazione.
E’ stato anche proposto che le commemorazioni dell’11 febbraio possa diventare una riproposizione delle battaglie per le strade che hanno segnato altri maggiori periodi politici e religiosi nei mesi passati che i manifestanti anti-governativi hanno usato per cambiare il sistema vigente.
Nelle ultime violenze, almeno otto persone sono morte negli scontri tra le forze di sicurezza e i sostenitori dell’opposizione da un capo all’altro dell’ Iran lo scorso dicembre, incluso un nipote dell’leader dell’opposizione Mir Hossein Mousavi.
Il blocco delle pubblicazioni via web dell’opposizione ha sollevato pressioni lunedì avanzando dei paralleli tra le attuali prove di forza contro i leader della Rivoluzione Islamica e l’onda lunga del 1979 che fece crollare la monarchia sostenuta dall’Occidente.
Un video rappresentava musica patriottica con scene del 1979 e la dimostrazione che è iniziata con le proteste contro i brogli elettorali dell’elezione presidenziale dello scorso giugno.
“Compatrioti, solleviamoci”, dice un messaggio dal blog dell’opposizione Balatarin.com . “La vittoria è vicina”.
Il blog che include un calendario che segni le tappe delle grandi marce di opposizione da giugno e che mostri i progetti per le proteste a venire – la prossima fissata in modo che coincida con gli eventi governativi dell’ 11 febbraio che culminano con una smisurata adunata politica nell’Azadi Square di Teheran.
Le autorità iraniane hanno messo in guardia i gruppi di opposizione che le forze di sicurezza avrebbero schiacciato qualsiasi protesta durante l’anniversario, provocando una rivolta della polizia e i militanti della linea dura hanno posto un freno a questo anche usando bastoni, gas lacrimogeni e cannonate. L’opposizione dice che più di 80 dimostranti sono stati uccisi da giugno, mentre il governo stabilisce il numero di morti certi a meno di 40.
Lunedì, l’Iran ha portato 5 persone in tribunale per il loro presunto coinvolgimento nelle proteste anti-governative del 27 dicembre – un giorno significativo per le ricorrenze religiose sciite – che hanno scatenato le peggiori violenze nelle strade da mesi, riportate dalla televisioni di Stato. Se giudicati colpevoli, essi potrebbero far fronte alla pena di morte.
I cinque, che non sono stati identificati, sono stati accusati di cooperare con i Mujahedeen del Popolo, un gruppo di opposizione armato, dice l’articolo. La trasmissione ha mostrato gli imputati in un’aula ma i loro volti non erano visibili.
E’ stato il peggior spargimento di sangue dal culmine dell’agitazione politica dopo la discussa rielezione del Presidente Mahmoud Ahmadinejad.
Un pubblico ministero ha letto ad alta voce un lungo atto d’accusa contro i cinque, accusandoli di un grave crimine contro l’islam e di ciò conosciuto nello Stato come “moharebeh”, o sfida a Dio, che è punibile con la morte.
Più di 100 personaggi dell’opposizione sono stati catturati prima che i giudici iniziassero in agosto in quello che i critici hanno definito un processo da spettacolo di confessioni estorte. I pubblici ministeri li hanno accusati di aver cercato di far cadere il sistema islamico vigente del Paese.
La corte ha finora condannato le cinque persone a morte e pronunciato più di 80 condanne alla prigione da sei mesi a 15 anni.
Dopo gli scontri di dicembre, il capo della polizia Gen. Ismail Ahmadi Moghaddam ha avvertito i manifestanti dell’opposizione di stare lontano dalle strade oppure andare incontro a brutte conseguenze.
“Trattando con i precedenti manifestanti, la polizia ha mostrato indulgenza. Ma dato che questi oppositori stanno cercando di rovesciare (il sistema vigente), non ci sarà pietà”. Ha detto Moghaddam, secondo l’Agenzia di Stampa statale della Repubblica Islamica. “Noi intraprenderemo un’azione severa. L’era della tolleranza è finita. Chiunque partecipa a tali manifestazioni sarà schiacciato”.
In un comunicato su un sito web legale, il massimo pubblico ministero dell’Iran ha ordinato il suo rappresentate a Teheran di ricorrere alle misure più crudeli contro i dimostranti dell’opposizione detenuti per la sommossa del 27 dicembre. “Due azioni devono essere prese contro gli elementi di sedizione”, ha dichiarato il Pubblico Ministero Generale Gholam Hossein Mohseni Ejehi, rivolgendosi al capo pubblico ministero Abbas Jafari Dolatabadi.
Ma l’opposizione è apparsa impavida.
I comunicati web hanno sollecitato gli oppositori del governo di espandere la loro campagna di graffiti e slogan al denaro. Dozzine di messaggi chiamando i manifestanti a riversarsi nelle strade l’11 febbraio – che segna il giorno in cui le ultime forze di sicurezza dello Shah crollarono – .
“Unità, lotta, vittoria”, ha detto un blog. Un altro ha proclamato: “Mi riprenderò il mio paese”.
Il blog ilovemyIran.wordpress.com ha suggerito slogan da cantare al prossimo incontro. Hanno incluso: “La nostra nazione è desta”.
Anche lunedì, l’Iran ha promesso vendetta contro Israele e gli Stati Uniti per l’assassinio di un professore di fisica in un misterioso attentato, ha riportato l’Agenzia di stampa ufficiale IRNA.
Gli ufficiali iraniani hanno condannato un gruppo di opposizione in esilio chiamato i Mujahedeen del Popolo, accusandolo di agire a favore di Israele e degli U.S. Il gruppo armato di opposizione e Washington hanno negato il coinvolgimento, mentre Israele non ha commentato.
Rimane oscuro il perché il 50enne professore all’Università di Teheran, Masoud Ali Mohammadi, sarebbe stato obiettivo di un assassinio che ha lasciato una motocicletta-bomba truccata fuori da casa sua il 12 gennaio. Ali Mohammadi non aveva una rilevante voce politica, non aveva pubblicato opere di rilevanza militare e non aveva chiari legami con il programma nucleare iraniano, sebbene il suo lavoro includesse alcuni aspetti di rilevanza nucleare.
“Resta sicuro che l’Iran si vendicherà per il sangue da voi versato del martire Ali Mohammadi”, ha detto il Ministro degli Interni Mostafa Mohammad Najjar, rivolgendosi ad Israele e agli Stati Uniti.
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