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IRAN - DIRITTI UMANI: APPELLO URGENTE PER SALVARE LA VITA DI UNA MADRE Print E-mail
31 mar 2006

Questa volta il sorteggio della morte ha toccata una donna che vive da 9 anni nelle carceri disumane del regime dei mullah e accusata di aver difesa l’innocenza di una figlia 15 enne dalla violenza carnale del marito!

Care amiche e cari amici!
Nei giorni di festa del capodanno persiano, in cui la gente si scambia tradizionalmente i gesti d’affetto e di cortesia, l’apparato della morte del regime dei mullah si è messo in moto per spargere e fomentare il terrore e la violenza. Con l’uccisione delle donne innocenti che tra l’altro loro stesse sono le prime vittime di questo sistema, cercano di ricompensare i fallimenti subiti durante il deferimento del caso nucleare al Consiglio di sicurezza dell’Onu e durante le manifestazioni registratesi per la festa del fuoco appena trascorso.

Questa volta il sorteggio della morte ha toccata una donna che vive da 9 anni nelle carceri disumane del regime dei mullah e accusata di aver difesa l’innocenza di una figlia 15 enne dalla violenza carnale del marito! La donna si chiama Fatemeh Haghighat-Pajouh, guarda caso la traduzione del cognome in italiano è molto suggestiva ( ricercatrice della verità). In questo momento Fatemeh vive nel terrore del cappio al collo. Secondo le informazioni giunte dall’Iran, l’esecuzione è prevista nei primi giorni del dopo le feste iraniane del Nooruz che si finiscono il 2 aprile con la festa di Sisdebedar, ove tutta la popolazione esce dalle case e si rifugia nella campagna per espellere i mali e ricaricarsi di nuove energie e speranze. Per esempio durante questa giornata le ragazze girando tra le erbe di campagna trovano due fili lunghi d’erba e riunendosi le estremità in un nodo esprimono il desiderio di trovare nell’anno avvenire, il marito.

Fatemeh è stata vittima della violenza del marito temporaneo con cui viveva assieme alla figlia 15enne. Un giorno l’uomo tentò di violentare la figlia di Fatemeh. Nella difesa dell’innocenza della figlia, Fateeha fu costretta ad usare tutte le sue forze materne pur salvare la sua bambina dalle violenze di un uomo che in quel momento cercava di strapparle la figlia. L’uomo morì durante la colluttazione e da quel momento Fatemeh è diventata cliente permanente delle carceri dei Mullah senza tener conto che lei ha voluto soltanto difendere l’innocenza della figlia. Da quel giorno sono passati 9 anni e 4 anni fa grazie alla campagna avviata dalla figlia di Fatemeh e dalle proteste internazionali fu salvata all’ultimo momento dall’esecuzione.

Va aggiunto che il 7 ottobre del 2004 (Index no: MDE 13/041/2004 Date: 08/10/2004), Amnesty International iniziò una campagna urgente per salvare la vita di Fatemeh Haghighat-Pajouh. Anche oggi, noi dell’Associazione per la difesa dei diritti delle donne iraniane, lanciamo un grido d’allarme e d’aiuto per salvare la vita di questa donna, vittima sociale di questo regime dei barbari. Chiediamo a tutte le donne e gli uomini liberi del mondo di aderire alla nostra campagna per salvare la vita di Fatemeh Haghighat-Pajouh.

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