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Maryam Rajavi chiede alle donne del Belgio di sostenere la resistenza iraniana Print E-mail

27 ottobre 2006
CNRI - nel corso di una riunione con personalità ed associazioni di donne belghe il 26 ottobre a Bruxelles, Maryam Radjavi, presidente della repubblica eletta della resistenza iraniana, ha chiamato le donne del Belgio alla solidarietà contro il regime misogino dei mullah in Iran.

La riunione presieduta dalla deputato Magie de Blok, riguardava la situazione delle donne in Iran, le soluzioni da dare alla crisi iraniana ed il ruolo delle donne in Iran che nel mondo contro l'integralismo islamico. L'intervento del presidente è stato seguito da numerose domande delle partecipanti.

Vi proponiamo il discorso di Maryam Radjavi intitolato

"l'integralismo islamico, la minaccia comune"

Care amiche
Sono felice di trovarmi fra voi. Vorrei parlarvi in nome di una resistenza che combatte un regime integralista e misogino. Oggi il movimento per l'uguaglianza, come pure la pace e la stabilità nel mondo, soffrono per una minaccia comune che si richiede l'integralismo islamico il cui cuore batte a Teheran.

L'integralismo è fondato sulla discriminazione sessuale. È per questo che la lotta delle donne per l'uguaglianza è più che mai legata agli eventi politici ed alla necessità di sviluppare la democrazia. Questa situazione ha creato circostanze particolari per le donne dando loro la possibilità di influenzare i cambiamenti politici e fare avanzare la causa dell'uguaglianza.

Per essere più precisa, devo dire che quando si dirige il proiettore sulla democrazia, il ruolo particolare delle donne appare. Le donne garantiscono la democrazia, la pace e l'emancipazione. Nell'Iran dei mullah, occorre insistere doppiamente sul ruolo delle donne nella lotta per la libertà.

La situazione delle donne in Iran

E’ da un secolo che le donne lottano per la libertà in Iran. Erano milioni nelle manifestazioni che hanno condotto alla caduta dello Shah. Dopo la vittoria della rivoluzione anti-monarchia, Khomeini che ha portato l'integralismo, ha preso di mira le donne e le loro conquiste. Ha definito nelle sue leggi che il valore di una donna vale la metà di quello di un uomo. Ha istituito crimini come la lapidazione, la fustigazione e l’ umiliazione sistematica che persistono ancora.

Le donne vengono maltrattate tutti i giorni nelle vie del paese dai Guardiani della rivoluzione e dalle milizie. La loro vita privata è passata alla lente d'ingrandimento. Non hanno diritto al divorzio e sono obbligate a condurre una vita di costrizioni. Nei tribunali, i loro diritti sono sempre infangati. Sono anche condannate se sono vittime di una qualsiasi violazione o se hanno subito violenza. I mullah legalizzano la violenza contro le donne. Le loro leggi ostacolano le donne affinchè siano giudici, ritenendo che sono incapaci di pronunciare sentenze. La costituzione dei mullah ostacolano le donne affinchè siano presidente della repubblica.

La discriminazione sessuale nell'integralismo si traduce nella società con una segregazione sessuale che fa delle donne cittadine di seconda classe, che ignora la loro identità umana, e che impedisce loro di partecipare alla direzione politica ed al governo del paese.

Le donne d'avanguardia

Un fenomeno nuovo è apparso con la lotta delle donne contro l'integralismo. Hanno mostrato che erano all'avanguardia in questo settore. La presenza delle donne nella resistenza iraniana, sia per il numero e che per la qualità delle loro responsabilità, è senza precedenti.

Formano il 52% del Parlamento in esilio, il Consiglio Nazionale della Resistenza. L'organizzazione dei Mojahedin del popolo di Iran, la forza principale della resistenza, è completamente diretta da donne e la città di Ashraf, la sua base in Iraq vicino alla frontiera con l'Iran, è gestita da donne. Il ruolo delle donne nella resistenza iraniana dimostra che sono la forza viva della nostra epoca e la forza motrice per liberare il nostro paese.

La necessità della presenza attiva delle donne in politica

La società ha bisogno di libertà, di pace e di giustizia. Questo sarà possibile eliminando i valori vecchi e le relazioni basate sulla violenza e la discriminazione. È possibile con il ruolo delle donne alla direzione.

Devo sottolineare che l'abbandono dei valori vecchi e la partecipazione alla direzione politica non potranno acquisirsi senza sforzo o sostenendosi semplicemente su slogan.

Affinché le donne possano assumere completamente il loro ruolo, devono partecipare in modo più attivo nel settore politico. Senza questa partecipazione, il movimento per l'uguaglianza non arriverà a nulla.

La visione della resistenza sulle donne

Vogliamo sostituire il fascismo religioso con una repubblica fondata sulla separazione tra religione e Stato. Una società pluralistica, basata sul rispetto dei diritti dell'uomo. Ricerchiamo una democrazia reale, dove le donne parteciperanno in modo attivo ed uguale alla direzione politica del paese.

Vogliamo relazioni sociali fondate sulla libertà e l’umanesimo, e per ciò, occorre eliminare la discriminazione sessuale. Riteniamo che le concezioni degli integralisti che reprimono le donne in nome dell'islam e fanno credere che la diseguaglianza e l'oppressione sessuale siano principi religiosi, non abbiano nulla a che vedere con l'islam. L'islam autentico difende la parità delle donne e degli uomini.

Permettemi di presentarvi brevemente i concetti della resistenza iraniana sulle donne:

- Nell'Iran di domani, tutte le leggi sulla discriminazione delle donne saranno abolite.
- Tutte le libertà individuali delle donne saranno riconosciute. In particolare la libertà di scegliere i loro abiti, la libertà d'opinione e di credenza, di professione e di spostamento. - Crediamo all'uguaglianza totale dei diritti sociali, politici, economici e culturali delle donne e degli uomini.
- Le donne parteciperanno alla pari alla direzione politica della società, al 50% al governo ed al Parlamento, come pure nelle altre istituzioni.
- Le donne saranno completamente libere di scegliere il loro coniuge ed il loro matrimonio, e nella vita familiare, ogni costrizione imposta alle donne sarà vietata.
- Avranno diritto al divorzio.
- Le donne saranno uguali agli uomini nelle prove e nell'eredità.
- La poligamia sarà vietata.
- La violenza fisica, sessuale e psicologica contro le donne sui loro luoghi di lavoro, nei centri d'insegnamento, la famiglia ed altrove, saranno considerate offese.
- Per le donne vittime di violenze, saranno messi a loro disposizione mezzi giuridici.
- Ogni profitto sessuale sotto qualsiasi pretesto sarà vietato.
- Le convenzioni internazionali sui diritti e le libertà delle donne, diventeranno leggi.

L'esperienza della resistenza

Circa 22 anni fa, il nostro movimento ha capito che con la natura misogina dei mullah, le donne dovevano avere un ruolo più attivo nella resistenza. All’epoca, si trovavano a gradi diversi ma non avevano posti alla direzione. In questa resistenza che dura da un quarto di secolo, decine di migliaia di donne eroiche hanno dato la loro vita.

La forza principale di questo movimento, l'organizzazione dei Moudjahidine del popolo di Iran, si trova alla Città di Ashraf in Iraq, alla frontiera iraniana.

E’ da 18 anni che i combattenti della libertà, donne ed uomini, hanno scelto di lasciare i loro focolari e le loro famiglie per combattere il fascismo religioso ed instaurare la libertà nella loro patria.

Queste donne sono al vertice della lotta per l'uguaglianza. Molte tra loro hanno studiato nelle migliori università dell’ Iran, dell'Europa e degli Stati Uniti. Un grande numero fra loro ha trascorso anni nelle prigioni dei mullah sotto la tortura. Sono portatrici di esperienze uniche di donne in posizioni di responsabilità.

Quando si parla della presenza delle donne alla direzione politica, ciò non significa che sostituiranno gli uomini. Sono convinta che sino a quando la diseguaglianza tra i sessi esisterà, gli uomini non saranno neppure capaci di liberare tutto il loro potenziale umano.

Il nostro movimento ha creato nuovi valori con l'arrivo delle donne alla direzione politica e le loro prese di responsabilità in tutti i settori, e con gli uomini che hanno accettato coscientemente l'egemonia delle donne.

Ma l'arrivo delle donne alla direzione è stato un processo difficile. Il primo problema, è stato un problema interno. Nessuno credeva che in un movimento, una resistenza con la complessità ed i pericoli della lotta, delle donne potessero dirigere migliaia di uomini. Il secondo ostacolo, è stato la cultura dominante della società. Se osservate la storia, quanti movimenti nazionali per la democrazia sono stati diretti da donne?

Ed infine, anche se erano nella maggioranza degli intellettuali favorevoli all'uguaglianza, gli uomini di questo movimento non avevano alcun'esperienza di lavorare in un'organizzazione diretta da donne.

Questi ostacoli hanno spinto all'inizio molte donne a rifiutare le responsabilità più pesanti. Ma poiché l'uguaglianza è per noi un ideale, abbiamo deciso di superare questi ostacoli.

Oggi, quando osservo queste migliaia di donne d'avanguardia nella città di Achraf, sono fiera di dire che ci siamo riusciti. Su questo cammino, i membri della resistenza e soprattutto le donne hanno acquisito una personalità ferma ed indipendente.

- Di fronte alle difficoltà ed agli eventi inattesi, sanno dare prova di pazienza.
- Non si deprimono dinanzi ai loro fallimenti ed i loro errori e ne tirano nuove acquisizioni.
- Accettano responsabilità senza mettere condizioni né limiti. Affrontano i pericoli e le conseguenze con uno spirito aperto.
- Non si piegano alle condizioni esterne, né alle relazioni di forza. Hanno la capacità di cambiare il loro ambiente. Considerano che per ogni difficoltà, esiste una soluzione. Ai miei occhi è la loro qualità più elevata.
- Hanno trovato il potere di fare cambiare la gente, che è quanto di più difficile.

Devo parlare qui del ruolo degli uomini nella resistenza. Scegliendo in modo cosciente il principio dell'uguaglianza ed accettando l'egemonia delle donne, hanno svolto un ruolo determinante che ha permesso al nostro movimento di riuscire in questo settore. Certamente, li hanno considerati anche ostacoli. Hanno dovuto evitare ai valori il patriarcato, ma nella pratica e non nella teoria, cosa che è molto difficile. Gli uomini stessi del nostro movimento dicono con orgoglio che hanno così ravvivato la loro umanità. Non solo ciò non li ha resi passivi, ma hanno aumentato le loro capacità ed il loro senso di responsabilità.

In questa via, le donne e gli uomini della resistenza hanno potuto sviluppare la loro tolleranza, accettare i pareri opposti, e su un piano umano, aumentare la loro capacità di gradire i loro simili. Questi valori hanno rafforzato le basi della democrazia e delle relazioni democratiche all'interno del nostro movimento.

La terza via

Oggi i mullah minacciano il mondo con la loro pazzia volendo a tutti i costi dotarsi della bomba atomica, predominare l’ Iraq ed esportare il terrorismo. In una prima tappa, per risolvere la crisi attuale e sviluppare la democrazia, la pace e la stabilità nel mondo, occorre allontanare la dittatura religiosa in Iran.

Ciò non potrà essere realizzato né con un intervento militare straniero, né con la politica di comodo soltanto che l'occidente ricerca sempre. Esiste una terza via, un cambiamento democratico da parte del popolo iraniano e la sua resistenza.

Il cambiamento per eliminare il cuore dell'integralismo fornirà il più grande aiuto al movimento per l'uguaglianza che è più che mai l'obiettivo degli integralisti. Gli elementi necessari a questo cambiamento esistono in Iran. La grande maggioranza degli iraniani è contro questo regime. C'è un vasto movimento di resistenza.

Il Consiglio Nazionale della Rsistenza iraniana è un'alternativa che raccoglie tutti i rappresentanti degli strati diversi della società iraniana. Possiede un programma chiaro.

Nel settore culturale, l'organizzazione del Mojahedin del popolo, la forza principale di questa resistenza, raccomanda un islam tollerante e democratico che è l'antitesi dell'integralismo islamico. Mojahedin del popolo è la risposta efficace, storica, culturale e politica all'integralismo.

Purtroppo fino ad oggi, la politica dell'occidente contro questo movimento ha aiutato molto lo sviluppo delle correnti intealistenellaregione. Con l'etichetta di terrorismo attaccata al Mojahedin del popolo per fare piacere ai mullah e paralizzare questa organizzazione che raccomanda un islam democratico, i movimenti interalisti hanno potutosvilupparsi.

La città di Ashraf

Oggi, migliaia di donne d'avanguardia che vivono nel cuore di questa resistenza alla città di Achraf in Iraq sono alle prese con un ostacolo a causa di questa politica. Tuttavia la resistenza iraniana ha così tanto influenzato la società irachena, che questa estate 5milioni e due cento mila irachene hanno firmato una dichiarazione che difende gli obiettivi della resistenza. Fra i firmatari, ci sono 700.000 donne. Questo dimostra quanto questa resistenza influenzi le donne in Iran, in Iraq ed altrove nel mondo.

Il regime dei mullah ha approfittato di questa etichetta. Da un lato con i suoi agenti, vuole obbligare il governo iracheno ad annullare lo statuto di profughi di questi combattenti della libertà, e dall'altra, li mette a pressioni crescenti tagliando l'approvvigionamento di combustibile e acqua.

La Comunità internazionale deve agire rapidamente per garantire i diritti dei componenti della resistenza Iraniana che chiedono lo status di rifugiati. La soppressione di questa etichetta ed il cambiamento in Iran, rovesceranno la relazione di forza contro integralismo e prepareranno le condizioni di un cambiamento più vasto in Medio Oriente.

Appello da sostenere la resistenza

Vi chiedo oggi di sostenere la resistenza iraniana e l'opzione di un cambiamento democratico in Iran. È la sola via per risolvere la crisi che affronta la Comunità internazionale.

Abbiamo concluso nella resistenza iraniana che la partecipazione delle donne alla direzione politica è una necessità assoluta per resistere al regime dei mullah.

Oggi sulla scena internazionale, impedire la guerra ed incoraggiare lo sviluppo della democrazia, dipendono dal ruolo sempre più attivo delle donne di fronte all'ostacolo principale che è l'integralismo ed il suo cuore batente, il regime dei mullah.

Vi ringrazio
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