Appello urgente n° 46
ACAT, 15 novembre – Il primo ministro iracheno ha appena annunciato la sua decisione di chiudere in forma definitiva, il prossimo 31 dicembre, il campo di Ashraf, situato non lontano da Baghdad, e ospitante 3400 iraniani membri dell'Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo Iraniano (OMPI), fuorilegge in Iran. I residenti del campo rischiano di diventare vittime di torture, di condanne a morte, anzi, di esecuzioni sommarie fuori da ogni crisma legale, nel caso vengano rispediti in Iran, come sembrerebbe probabile dalle intenzioni delle autorità irachene.
Si tratta di un nuovo atto di ostilità verso i residenti del campo, i quali hanno già subito un attacco delle forze armate irachene l'8 aprile scorso, nel corso del quale sono stati uccisi 36 civili, fra i quali otto donne, mentre altri 300 sono rimasti feriti.
Il campo di Ashraf fu costituito 25 anni fa da alcuni membri dell'OMPI, i quali scappavano dalla repressione del regime dell'ayatollah Khomeini. I suoi residenti, uomini, donne e bambini, hanno fatto richiesta d'asilo all'Alto Commissariato ai Rifugiati delle Nazioni Unite (HCR). In un comunicato, pubblicato il 13 settembre 2011, l'HCR ha chiesto al governo iracheno di rinviare la chiusura del campo affinché si avesse il tempo di esaminare ciascuno dei richiedenti in un luogo neutrale, sicuro e indiscreto.
In una dichiarazione del 27 ottobre 2011, il ministro dell'interno iracheno ha confermato la data ultima del 31 dicembre, ed ha precisato come la chiusura del campo fosse volta ad assicurare il controllo dei membri dell'OMPI, nonché a facilitare il loro dislocamento nel loro stesso Paese o in un altro.
Questa dichiarazione fa seguito alla conclusione di un accordo tra i governanti iracheni e iraniani, concernenti lo smantellamento del campo e i destini dei suoi residenti. I dettagli dell'accordo, riassunti in 7 punti, non sono stati ancora resi pubblici, ma le organizzazioni internazionali temono che questo accordo sia il viatico per l'espulsione dei residenti verso l'Iran, che li richiede da diversi anni.
P. 5-demandeurs d’asile iraniens Risques d’exactions sur des Irak
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Un incontro con Maryam Rajavi, da parte della rivista Arc-en-Ciel des Nouveaux Droits de l'Homme (NDH).