Ai mussulmani del mondo, ai manifestanti del Medio Oriente e ai residenti di Ashraf
ADDI – In questo inizio del mese sacro di Ramadan, Maryam Radjavi, ha mandato i suoi migliori auguri ai suoi compatrioti in Iran e all'estero, ai mussulmani del mondo, principalmente ai manifestanti in Siria, in Libia, nello Yemen e in Iraq, ai prigionieri politici in Iran e ai combattenti della libertà ad Ashraf.
Ha sottolineato come questo mese di rivelazione del Corano, sia il mese dei veri fedeli del Profeta Maometto, il mese del rifiuto del regime iraniano, che si rivela come il peggior nemico dell'Islam, e il mese del sostegno ai Mujaheddin, per i quali l'insurrezione contro il regime è un dovere islamico di particolare urgenza.
Ricordando le condizioni di vita della maggior parte della popolazione in Iran, flagellata dalla politica economica del regime, ridotta alla miseria a causa della perdita del suo potere d'acquisto; domanda a tutti noi compatrioti di fare quanto è più possibile per soccorrere le famiglie senza reddito, le famiglie dei prigionieri, gli orfani, gli adolescenti e i bambini ridotti a mendicare nelle strade.
Ha dichiarato che Ashraf illustra la perseveranza di un popolo retto, e incarna la vittoria contro l'inganno dei mercanti di religione, che riflettono l'ipocrisia, l'odio e la crudeltà. Al contrario, Ashraf, riflette la fraternità e l'unità.
Non è un caso che i mullah e i loro alleati in Iraq vogliano annientare o far capitolare i residenti di Ashraf. Ma si tratta di un sogno che li porterà alla tomba.
Maryam Radjavi ha fatto appello a tutti i mussulmani per soccorrere i residenti di Ashraf, pregando a Dio di aiutare il popolo iraniano e la sua Resistenza a far cadere il regime del “Velayat-e-fagih” (potere assoluto del clero), che si rivela come una terribile minaccia per la nostra epoca.
1 agosto 2011

Un incontro con Maryam Rajavi, da parte della rivista Arc-en-Ciel des Nouveaux Droits de l'Homme (NDH).