Approfondimenti

Per una repubblica laica in Iran... Ma, prima di tutto, salviamo i rifugiati di Ashraf!

Un incontro con Maryam Rajavi, da parte della rivista Arc-en-Ciel des Nouveaux Droits de l'Homme (NDH).

Arc en Ciel: Signora Presidente, L'organizzazione “Nuovi Diritti dell'Uomo” (ONG – ndt) lotta a fianco della Resistenza Iraniana da 30 anni. Che considerazioni le ispira questa relazione

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Mia zia, eroina iraniana

joomplu:71 The Huffington Post - Regno Unito Naghmeh Rajabi 21 Set 2011

E 'stato un venerdì mattina presto. Mi sono svegliata con il suono della radio nel nostro soggiorno e la voce preoccupata di mio padre che stava cercando di mettere una notizia importante attraverso le scariche che il regime iraniano

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Presidente Obama; l'iscrizione dell'OMPI sulla lista nera ha giustificato l'assassinio di mia figlia Saba

joomplu:66di Reza Haftbaradaran,

scoop.co.nz – 10 settembre; Sono esattamente cinque mesi che mia figlia è stata assassinata insieme ad altre 35 persone, in un massacro perpetrato dalle forze di Al-Maliki e sotto l'ingiunzione di Teheran. Le manifestazioni, le occupazioni pacifiche delle piazze e le

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La lettera di una prigioniera politica al Relatore Speciale delle NU, Ahmed Shaheed

joomplu:64

Per la prima volta scrivo questa lettera al Sign. Ahmed Shaheed, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite, a nome di una giovane studentessa imprigionata.

Sign. Ahmed Shaheed

Si parla del suo viaggio nel mio Paese. Un Paese in oriente, precisamente nel medio-oriente. Una regione che, negli

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In una conferenza internazionale a Parigi, politici e giuristi sottolineano

In una conferenza internazionale a Parigi, politici e giuristi sottolineano: 
Il dislocamento dei residenti di Ashraf all'interno dell'Iraq aprirebbe la strada ad un'altra catastrofe umanitaria.

Maryam Radjavi: I residenti di Ashraf accolgono tutte le considerazioni del Segretario Generale dell'ONU. La condizione del loro successo sta nell'accettare un minimo di responsabilità per la loro protezione. Foto Notizie_28

Mercoledì 20 luglio; durante la conferenza internazionale di Parigi, alte personalità politiche europee ed americane, insieme a degli esperti giuristi internazionali, hanno dibattuto ed esaminato i doveri degli Stati Uniti e dell'ONU in merito ad Ashraf. Si è evidenziato che gli sforzi incassanti del regime dei mullah, volti a distruggere Ashraf, e, d'altra parte, gli sforzi per trovare una soluzione a questa crisi umanitaria, sono divenuti una questione internazionale di primaria importanza. La conferenza ha inoltre respinto fermamente la proposta americana di dislocare i residenti di Ashraf all'interno dell'Iraq, stimando che così facendo si preparerebbe il terreno ad una nuova catastrofe.

Sono intervenuti a questa conferenza, presieduta da Anne-Marie Lizin, già presidente del Senato in Belgio: Howard Dean, presidente del Partito Democratico degli USA (2004-2009); Louis Freeh, direttore dell'FBI (1993-2001); Yves Bonnet, Prefetto Onorario ed ex direttore della DST; i deputati francesi Jean Philippe Maurer, Jean Dionis du Sejour, Abdolatifou Aly, e il magistrato François Colcombet, membro fondatore del Comitato Francese per un Iran democratico; alcuni eminenti giuristi come Juan Garcès, avvocato spagnolo di primo piano; Vera Gouland-Debas, docente di diritto internazionale all'Università di Ginevra; e François Serres, direttore esecutivo del comitato internazionale dei giuristi in difesa di Ashraf.

 

Maryam Radjavi, presidente eletto della Resistenza iraniana, ha dichiarato durante il suo intervento: “Nel momento in cui la guerra per il potere si intensifica ai vertici del regime, e la caduta del suo alleato strategico in Siria si annuncia all'orizzonte, il regime vuole ad ogni costo e in ogni modo schiacciare la sua opposizione organizzata.”

“Il disastro di Ashraf, i crimini perpetrati contro la sua popolazione, hanno avuto come pretesto la “sovranità” del governo iracheno. Come si può solo immaginare che gli abitanti di Ashraf posano mettersi sotto la protezione e la responsabilità di un governo nel quale il comandante in capo delle forze armate, il Primo ministro, il ministro dell'interno, della difesa, della sicurezza e il capo dell'informazione, sono la stessa persona? Quello stesso primo ministro che è ricercato, insieme al capo delle forze terrestri e di altro tipo, per i massacri di Ashraf, da parte della giustizia spagnola. L'idea che la protezione di un gruppo di persone sia affidata al suo assassino è indifendibile, illegale, illogica, immorale e inaccettabile.”

A conclusione del suo intervento, Maryam Radjavi ha dichiarato: “Il Segretario Generale dell'ONU, nel suo rapporto al Consiglio di Sicurezza, si è detto turbato per le vite stroncate di Ashraf, ed ha poi dichiarato: Chiamo le autorità irachene ad astenersi dal ricorso alla forza a ad assicurare agli abitanti del Campo un accesso adeguato alle merci e ai servizi.”

“Il Segretario Generale ha inoltre aggiunto: “Incoraggio dunque le parti implicate ad accrescere i loro sforzi per studiare tutte le opzioni possibili, e cercare una soluzione consensuale che assicuri il rispetto della sovranità dell'Iraq, in conformità col Diritto Internazionale dei Diritti dell'Uomo, e ai principi umanitari. A questo fine, chiedo agli stati membri di aiutare, sostenere e facilitare la messa in opera di ogni accordo accettabile per il governo iracheno e per gli abitanti del Campo.”

Il Presidente eletto della Resistenza ha annunciato che gli abitanti di Ashraf accolgono tutte le considerazioni del Segretario Generale dell'ONU, e in totale conformità con quanto chiede, ha dichiarato: “La condizione chiave della realizzazione di questi propositi è che gli Stati Uniti si assumano le loro responsabilità e paghino almeno il prezzo della protezione delle vite di innocenti senza difesa, con ciascuno dei quali hanno siglato un accordo di protezione, fino alla conclusione della loro dislocazione.”

Maryam Radjavi ha poi annunciato e delineato le modalità realistiche e pratiche del trasferimento, nel modo seguente:

1)     - L'annuncio al sostegno da parte degli Stati Uniti e dell'Unione Europea alla soluzione del Parlamento Europeo relativa al trasferimento degli abitanti di Ashraf verso Paesi terzi.

2)     - La protezione di Ashraf fornita e garantita dagli Stati Uniti, dall'Unione Europea e dall'ONU, in particolare dall'Alto Commissariato per i Diritti dell'Uomo e l'Alto Commissariato per i Rifugiati, fino al trasferimento di tutti gli abitanti.

3)     - L'installazione permanente di un gruppo di osservatori dell'ONU ad Ashraf, fino alla conclusione delle operazioni di trasferimento.

4)     - Un'inchiesta sul crimine dell'8 aprile, sotto la sorveglianza dell'ONU, per impedirne la ripetizione.

5)     - Costringere il governo iracheno a conformarsi all'appello del segretario Generale dell'ONU, per mettere fine ad ogni ricorso alla forza e alla violenza; per mettere fine alla pratica dell'incarcerazione inumana e alla tortura psicologica, e far partire da Ashraf gli uomini in armi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

20 luglio 2011